UNA NUOVA CITTA’ PER LA SCUOLA

Sosteniamo la scuola bolognese: dall’emergenza un nuovo approccio

Le scuole bolognesi e della Città Metropolitana di Bologna si apprestano ad affrontare una sfida senza precedenti per la loro riapertura e domandiamo, alla luce dell’esperienza fin qui fatta, se la didattica possa essere impostata diversamente.

Non possiamo continuare a educare i bambini e le bambine da 0 ai 6 anni in conference call.

Non possiamo pensare di istruire i bambini e le bambine dei primi anni delle elementari con la scuola virtuale.

Non è nemmeno possibile educare, per un intero anno, ragazzi e ragazze delle scuole medie e superiori senza entrare in un’aula scolastica.

Una ripartenza con genitori che dovrebbero ancora farsi carico dell’accudimento e dell’istruzione primaria dei propri figli è impensabile.
 Non possiamo penalizzare il lavoro dei genitori, soprattutto quello delle donne, facendo permanere condizioni che le costringerebbero inevitabilmente a farsi carico di conciliare il lavoro e l’attenzione rivolta ai propri figli e figlie.


Per fare ciò che le indicazioni del Ministero dell’Istruzione e della Regione Emilia-Romagna richiedono, ai fini di assicurare una riapertura in sicurezza, servirà, da parte di tutta la città, un grande sforzo ma auspichiamo anche nuove soluzioni.

Con l’arrivo della primavera immaginiamo una scuola diversa, attenta ai bisogni dei bambini e delle bambine e sosteniamo la richiesta già fatta da vari cittadini/e alla Regione Emilia-Romagna: alternare la Dad con l’organizzazione di piccoli gruppi in presenza, utilizzando gli spazi aperti. L’attività all’aperto è fondamentale per potenziare il sistema immunitario e la produzione di vitamina D, come anche consigliato dai pediatri italiani (SITIP,2012).

In tanti paesi europei l’outdoor education è molto sviluppato e potrebbe aiutare a compensare l’utilizzo continuativo della DAD, recuperando la didattica esperienziale. Si registra un gap da colmare: il deficit di natura è un problema sempre più grave, e impedisce ai bambini e alle bambine di essere resilienti agli eventi stressanti.

Nel 2018, a tal proposito, è stato depositato un disegno di legge, a firma della senatrice Cirinnà e redatto insieme alla Lipu, per finanziare e garantire spazi verdi in ogni scuola.

Ma nell’immediato saranno indispensabili nuovi spazi: ogni parco, ogni giardino, ogni piazza, musei, teatri e sale polifunzionali, tutto dovrà essere messo a disposizione delle nuove generazioni che dovranno essere messe in condizioni di recuperare, non solo didatticamente ma anche socialmente, tutto quello che hanno perduto in questa emergenza che sta creando i presupposti di una vera emergenza giovanile.

La città dovrà farsi accogliente e sostenere i giovani che devono tornare al centro delle politiche e ai quali dobbiamo dare voce, modo di esprimersi e di partecipare.

Ma le nostre strutture scolastiche, dall’infanzia alle scuole superiori, se lasciate sole, non potranno affrontare una sfida di tale portata.


Per aiutare la scuola dobbiamo chiamare a raccolta tutti i soggetti, pubblici e privati che possono offrire spazi e servizi di supporto a favore delle misure e delle soluzioni necessarie per la riapertura. Serve un impegno straordinario di tutta la città, a favore della nostra scuola.

Facciamo appello all’amministrazione comunale perché si istituisca, un tavolo cittadino per un forte coinvolgimento di tutti i bolognesi, a partire dai cittadini stessi, alla nostra Ausl, alla cooperazione sociale e il terzo settore, ai sindacati, alle fondazioni di settore, alle imprese e a tutte le forze politiche.


La scuola, i ragazzi, le ragazze e le famiglie hanno bisogno dell’aiuto di tutta la città: dobbiamo impegnarci ed essere all’altezza di questa nuova sfida, con coraggio, competenza, determinazione e con la capacità di lavorare insieme, come sempre abbiamo fatto nel passato.

Infine, vogliamo lanciare un’alleanza scuola-sanità bolognese con un piano di formazione/informazione/prevenzione per gli studenti e i docenti che arrivi a far crescere un senso di responsabilità diffuso e la diffusione di nuovi stili di vita: a partire dalla progettazione dei percorsi casa-scuola in sicurezza e da attuare in modo sostenibile.

Tutto questo è possibile con una coraggiosa progettazione e con il Next generation UE.

Sosteniamo i giovani, sosteniamo la scuola!

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