Il clima più caldo favorisce la pandemia. Necessario subito il passaggio alle rinnovabili!

C’è la prova! I cambiamenti climatici innescati dall’uso forsennato di energia fossile e dagli abbattimenti di grandi superfici forestali creano squilibri tra gli animali e nuove malattie tra gli esseri umani. Un robusto studio scientifico fornisce oggi le prove di ciò che in molti già da tempo sospettavano, cioè che il riscaldamento globale del clima abbia favorito la proliferazione degli animali vettori del coronavirus Sars-Cov2, i pipistrelli dello Yunnan, nella Cina meridionale.

I ricercatori di Cambridge forniscono le prove dello sconvolgimento naturale determinato dalle attività umane, come Verdi e associazioni ecologiste hanno sempre sostenuto e predetto con larghissimo anticipo.Ora la domanda è: come confrontarci con tutto ciò a cominciare dalla situazione locale?

Qualunque programma politico serio non può prescindere dai dati scientifici che dimostrano come le temperature a Bologna siano cresciute di oltre un grado in meno di trent’anni (+2 gradi in estate) e le precipitazioni siano cambiate moltissimo, concentrandosi in meno giorni, ma con maggiore intensità. D’altronde l’uso massiccio di fonti energetiche fossili in Emilia-Romagna, unitamente agli effetti dell’agricoltura intensiva, genera 8,5 tonnellate di CO2 equivalente per anno e per abitante (+20% rispetto alla media nazionale).

La lotta all’emergenza climatica, sulla quale il recente sondaggio delle Nazioni Unite evidenzia la grande preoccupazione soprattutto nei giovani, si fa a livello globale e locale con interventi di mitigazione (ossia di riduzione delle emissioni attraverso la riconversione energetica) e di adattamento (per contenere gli effetti dannosi degli eventi estremi caratteristici del nuovo clima).

Le analisi delle emissioni ci dicono che la questione più importante da affrontare con la massima urgenza è quella dell’energia. A Bologna e in regione la stragrande maggioranza dell’energia prodotta e utilizzata è ancora fossile (metano e prodotti petroliferi – vedi rapporto energia pubblicato da Arpae) con un forte impatto anche sull’inquinamento atmosferico che affligge la val Padana e Bologna in particolare.

Le parole chiave da utilizzare velocemente per affrontare questi temi sono due: elettrificazione (sostituire tutti gli impianti a combustioni sia per il riscaldamento che per la mobilità) e rinnovabili diffuse, sui tetti e anche sui grandi posteggi delle aziende di trasporto o dei centri commerciali.

Noi di Europa Verde abbiamo ben chiaro uno schema di transizione energetica efficace. Le altre forze politiche cosa pensano di fare, oltre alle mere dichiarazioni senza fatti conseguenti? Chiediamo sul tema un confronto urgente alle altre forze politiche anche in vista delle prossime elezioni amministrative.

Barbara Fabbri e Alessandro Fabianelli Co-portavoce di Verdi – Europa Verde Bologna

Vittorio Marletto – Climatologo-Coordinatore del Comitato tecnico scientifico di Verdi-Europa Verde Emilia-Romagna

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