Un Tram che si chiama Desiderio.

Quale mobilità per la Bologna futura?

In Italia nelle 21 città, fra 150 e 500mila abitanti, è presente una linea tranviaria solamente in 6 casi. In Francia su 15 città della medesima classe dimensionale, sono presenti reti tranviarie in 13 casi, con 37 linee complessive.Bologna ha bisogno del tram sull’ esempio di molte altre città europee. Il tema della mobilità è strettamente connesso a quello dell’ambiente e della salute, alla qualità della vita nella nostra città.

Il tram è un mezzo sicuro, silenzioso, non inquinante che convive pacificamente con pedoni e biciclette. Unico difetto: toglie spazio alle auto. Queste sì, incompatibili con una città a misura d’uomo e con un centro storico medievale Ma se vogliamo respirare aria pulita e muoverci in sicurezza dobbiamo liberare la città dalle auto. Questo sarà un imperativo dell’immediato futuro.

Nella vicina Firenze il tram esiste da anni: funziona benissimo e le case lungo il percorso hanno acquistato valore. Anche a Bologna esisteva un progetto! Il finanziamento sul progetto esecutivo arrivò nel 1998 (quando i Verdi erano presenti nella giunta Vitali) per il ramo verso San Lazzaro, e nel 1999 per la tratta verso Borgo Panigale. La successiva giunta Guazzaloca buttò tutto nel cestino per sostituirlo con l’ossimoro del tram su gomma, un filobus più caro di un filobus normale che non è mai entrato in funzione.

Certo, non è da sottovalutare il problema dei cantieri necessari per costruire il percorso, ma siamo certi che si possano trovare le soluzioni meno impattanti, più ragionevoli e partecipate.E poi perché esiste un problema cantieri per il tram e non invece per il Passante?

Il tram è un mezzo di sicuro successo perchè garantisce trasferimenti certi e cadenzati, buona accessibilità, elevato comfort, bassi livelli di rumore e zero emissioni locali. Il suo sviluppo, soprattutto laddove connesso alla riorganizzazione urbana, permette di riqualificare le aree che attraversa, dando impulso a un tessuto commerciale di prossimità, riducendo il traffico stradale e aumentando lo spazio fruibile da pedoni e ciclisti.

Per questo chiediamo sin d’ora che i prossimi candidati a Sindaco si esprimano con chiarezza sull’idea di mobilità del prossimo decennio, perchè non è più secondario sapere come verrà affrontato il tema del traffico e dell’inquinamento:  avremo un efficiente, sicuro e bellissimo tram europeo o dovremo continuare a respirare smog e a fare lo slalom tra i suv?

Barbara Fabbri

Alessandro Fabianelli

coportavoce Federazione dei Verdi -Europa Verdi Bologna

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